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Calcio e malattie neurologiche

Uno studio retrospettivo pubblicato sul New England Journal of Medicine, condotto su 7676 ex calciatori scozzesi professionisti, ha fornito "buone e cattive notizie"  sulle potenziali conseguenze a lungo termine del giocare a calcio a livello professionistico. Se da una parte gli ex calciatori presentavano una mortalità più bassa per le malattie neurologiche e non neurologiche comuni (ictus cerebrale e tumori del polmone), dall'altra era più alta per malattie neurodegenerative e una più elevata prescrizione di farmaci per la demenza. Va specificato, comunque, che questo rischio si manifesta solo a seguito di traumi ripetuti in anni di attività agonistica professionistica.

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